Il concerto di Pino Daniele in Piazza del Plebiscito, 1981

In Concerti storici

Come si prepara un grande evento musicale? Come si promuovono i grandi concerti, come si riempiono gli stadi? Bisogna mettere in piedi grandi macchine organizzative, bisogna costruire le giuste campagne stampa, con TV e giornali a spingere come forsennati. Poi oggi ci sono i social a fare un sacco di lavoro sporco, la famosa “viralità” dei social, che propagano le notizie a velocità supersonica, tantoché è praticamente impossibile non essere al corrente di alcune notizie. C’è forse qualcuno ad esempio, che lo scorso anno non sapesse del concerto di Vasco Rossi a Modena Park? Certamente no.

Eppure c’è stato un tempo nel quale non era così. C’è stato un tempo ad esempio, nel quale dal nulla nasceva il più grande concerto della storia della musica. Eravamo a Woodstock, eravamo nel 1969 e internet che allora nemmeno si chiamava così, aveva collegato solo i computer di 4 università americane. Eppure quattro ragazzi male in arnese riuscirono, anche un po’ inconsapevolmente, a costruire uno dei più grande eventi del ‘900. Fu il passaparola a fare la differenza, il tam tam delle notizie, di bocca in bocca, di città in città a dirottare su Woodstock centinaia di migliaia di persone, che diedero vita al più grande concerto di sempre.

Napoli e Pino Daniele

Adesso siamo a Napoli, è il 1981 e la Campania è ancora alle prese con le ferite profonde e terribili lasciate dal terremoto del 1980. Ma bisogna rialzarsi, bisogna ricominciare a vivere, anche attraverso la musica. E’ la musica di band che nascono in quegli anni e che suonano nelle cantine o dove capita. E’ una musica diversa, è venuto il tempo di riscrivere la storia musicale di Napoli, di staccarsi dalle melodie classiche, da quei suoni che ormai da troppi anni identificano la musica napoletana.

E’ tempo di un nuovo sound, è il tempo del sax di James Senese, l’americano di Secodigliano e delle percussioni di Tony Esposito, capace di far vibrare nel modo giusto qualunque cosa tocchi.

Poi c’è un ragazzo di neanche 30 anni, si chiama Pino Daniele, ha quattro album alle spalle e ha cambiato per sempre la musica napoletana. Certo, fin dal primo album Terra mia si sente il legame forte con la sua terra, con la tradizione della canzone napoletana, ma Pino Daniele sta costruendo qualcosa di diverso, di nuovo. E’ un allontanarsi dalla tradizione, per rinsaldare il legame con Napoli. C’è l’influenza delle sonorità jazz rock, che hanno contaminato Pino durante l’esperienza di Napoli Centrale, la band di James Senese, influenze che lo porteranno a fare un ulteriore passo in avanti con Pino Daniele, l’album omonimo del 1979.

Sono gli anni nel quale Pino condensa probabilmente il meglio di tutta la sua carriera, con i successivi album Nero a metà e Vai mo’, album che regalano il sound definitivo ed inconfondibile dell’artista e che danno un nuovo volto alla musica napoletana.

Il concerto a Piazza Plebiscito

La data prescelta per il concerto di Pino Daniele a Napoli è il 19 Settembre. La location è Piazza Plebiscito, che fondamentalmente è un gran casino. E’ un parcheggio caotico, anzi, una gigantesca fermata d’autobus.
Non c’è nemmeno stata una gran pubblicità, non si è parlato molto del concerto di Pino Daniele, ma evidentemente ci sono dei momenti nei quali se deve accadere qualcosa di grande, semplicemente accade. Ricordate cosa successe a Woodstock?
Il tam tam, il passaparola, il darsi di gomito con gli amici, sugli autobus, al bar, al mercato, porta in Piazza Plebiscito duecentomila persone. In piazza non entra più nemmeno uno spillo. E’ una festa di Napoli, per Napoli, fatta da chi almeno sotto il punto di vista musicale Napoli la sta ricostruendo. E forse è proprio quello di cui c’è bisogno, dopo che la terra ha tremato, dopo quel 23 novembre 1980 che si è portato via 3000 campani. Ricostruire, una vita, i sogni, la musica.

Con Pino Daniele ci sono coloro che hanno percorso la sua stessa strada musicale: Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo e naturalmente James Senese e Tony Esposito.
Fu una vera festa collettiva, gioiosa e tranquilla, un balsamo sulle ferite della città e dei napoletani.

Pino Daniele se n’è andato (troppo presto)  il 4 gennaio 2015, a nemmeno 60 anni. Gli amici di un tempo, quelli che con lui hanno riscritto la storia della musica napoletana, e molti altri artisti, ricorderanno Pino il 7 Giugno al San Paolo di Napoli, in occasione di Pino è, il concerto tributo.

Sarebbe bello, se partecipando a quel concerto, si potesse rivivere anche solo per un breve attimo, l’atmosfera di quel 19 Settembre 1981.

Speciale Mister Fantasy sul concerto di Piazza Plebiscito 1981

 

 

 

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